“Pagherete caro, pagherete tutto” era un motto della sinistra estrema degli anni ’70. Oggi invece è diventato programma di governo, il quale prontamente si propone salvare in extremis l’economia di un paese talmente al collasso che addirittura ora non piangono solo le vittime, ma pure i carnefici. Ammettiamolo, un gesto comunque che ha una sua nobiltà d’animo: chiedere a nonna Italia di arrivare viva (ma anche no) a 65-70 anni è una cosa che può generare dolore. Un dolore tecnico.
Ormai la parola “tecnico” è come il prezzemolo e la si trova in qualsiasi comunicazione: dai vaniloqui da bar ai discorsi in parlamento (trovare la differenze tra un bar e un parlamento è semplice: nel primo il caffè costa 1 euro, nel secondo allo stesso prezzo, il pranzo), fino ad arrivare perfino sotto le coperte dei giovani amanti.
Lei: “caro, durante la manovra, mi è scappata una lacrima”.
Lui: “Non sono stato troppo equo, cara?”
Lei: “equo come un pacco per equitalia”
Bagnasco –intervenendo dal bordo del capezzale – "Basta contrapposizioni che la gente non capisce. Non bisogna cedere alla tentazione di essere ogni parte fine a se stessa."
Ci sono coloro che credono che questa intervento vada a colpire solo chi non può evadere. Sono quelle categorie sempre più esigue ed eversive di persone che pongono la logica al di sopra di ogni ragionamento.
Diceva Benjamin Franklin che al mondo di sicuro ci sono solo la morte e le tasse. Ed era un politico. Ergo, dove sta la differenza con i tecnici?




